Dario Braga

Portare la funzione docente al centro, ridurre la burocrazia che sottrae tempo alla ricerca e alla didattica

Il tempo è l'unica risorsa veramente non rinnovabile. Per fare ricerca, per studiare e per insegnare occorre tempo, non fogli Excel

In attesa di approfondire specificatamente  l'argomento della
burocratizzazione della vita accademica in UniBo e di proporre soluzioni riporto nel seguito il testo dell'articolo sulla "Ipertrofia parametrica" pubblicato sul Sole24 ore..

 

Si chiama ipertrofia parametrica. E’ la nuova emergenza burocratica del nostro sistema universitario. Si basa, per buona sostanza, sulla pretesa di poter sostituire la trasparenza e la responsabilità dei processi decisionali con indicatori, mediane e parametri, e di poter tradurre obiettivi di governo degli atenei in numeri e fogli EXCEL. La IP è di per sé di natura “benigna” non foss’altro perché motivata dalla necessità di accrescere la “accountability” del sistema universitario cioè la possibilità di misurare e quindi di verificare l’uso delle risorse pubbliche. E’ pensata "a fin di bene", ma non è detto che faccia bene, soprattutto perché aggravata dallo straordinario sviluppo degli strumenti informatici che, invece di renderla più facile da curare, l’hanno resa ancora più insaziabile.

Qualche esempio. Il DM 47/2013 successive modifiche prescrive almeno 9 docenti di riferimento per la attivazione di una triennale, e almeno 6 per una magistrale (un docente può insegnare in molti corsi di studio diversi). Il numero sale a 12 per alcune classi di laurea ma è indipendente dal numero di studenti. Per un corso di dottorato di ricerca, dice il DM 45/2013, bisogna avere almeno 16 docenti, ma non basta. Servono almeno 200.000€ (per 4 borse di studio), e comunque in media almeno 300.000 € (6 borse di studio) per dottorato attivato da una università. Prescrizione numerica, indipendente dal contenuto. La abilitazione scientifica nazionale (quella ASN su cui si sono abbattuti ormai un migliaio di ricorsi) si è basata – almeno come principio - sul superamento di mediane di produttività calibrate settore per settore sulla produzione media nazionale dei ricercatori nei diversi settori. E qui si raggiungono cime tempestose: quale altro paese ha bisogno di 370 settori scientifico disciplinari, raggruppati in 14 aree e 28 sotto-aree per descrivere il suo corpo docente?

Senza dimenticare che la valutazione della qualità della ricerca, VQR, si è basata sulla valutazione di 3 pubblicazioni in 7 anni per ciascun docente (indipendentemente dalla tipo di pubblicazioni, se libri o articoli, e dalla produttività). Mentre è stata da poco avviata la sperimentazione per la scheda unica annuale della ricerca dipartimentale (SUA-RD) che dovrà raccogliere informazioni su programmi di ricerca, finanziamenti, brevetti, premi, ecc.

Intendiamoci, non c’è nulla di male nel raccogliere in maniera organizzata e comparabile i dati della attività di ricerca e didattica degli atenei. Anzi, alla buon’ora! Una robusta base di dati è essenziale per qualsiasi attività programmatoria e di assegnazione delle risorse.

I problemi nascono quando la numerologia si sostituisce alla responsabilità, quando diventa essa stessa governo. Da strumento diventa fine. Perché ?

La IP è il risultato dell'ibridazione tra la necessità di delineare in maniera palese e misurabile gli obiettivi di gestione degli atenei e la cronica abitudine a iper-normare la vita amministrativa. L’eccesso normativo, che si tradurre in pletore di regolamenti ecc., si traduce in eccesso parametrico. Siano l’uno sia l’altro portano dentro il germe del loro fallimento: più norme scriviamo, più numeri raccogliamo, più appigli forniamo per rilievi formali e ricorsi che paralizzano il sistema e terrorizzano le amministrazioni. Siamo o non siamo il paese dell’Azzecca-garbugli?

Eccessi parametrici, e interfacce “user unfriendly” ottengono il duplice risultato di scoraggiare i più determinati, quelli convinti – e ce ne sono tanti – che l’amministrazione vada aiutata perché la struttura deve funzionare, e di fornire un ottimo alibi a quanti- e anche di questi ce ne sono tanti – sono rimasti legati a una idea di amministrazione “al servizio” del personale docente.

Insomma, se l’obiettivo è quello di rendere più efficiente, misurabile ecc. bisogna che la IP sia affrontata per il suo impatto sul singolo amministrato, ricordando che tutto il tempo richiesto per “fare burocrazia”, anche quella benigna, è sottratto alla attività fondante l’università: produrre e trasferire conoscenza mediante ricerca e insegnamento.

 

il tempo è l'unica risorsa veramente non rinnovabile

 

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25 mag

2015

Mancano ormai poche settimane al voto per il Rettore. E’ un voto importante perché deciderà che strada prenderà l’Università di Bologna per i prossimi sei anni. Siamo davanti a un bivio: da un lato una università vecchia, feudale, opaca e iperburocratica e dall’altro una università dinamica, motore di cambiamento e di crescita. La scelta sta a noi.

Per favorire la circolazione delle idee e la discussione e il coinvolgimento di tutti – anche di quelli spaventati o scoraggiati – avvio oggi questa iniziativa “ingenua”: un’idea al giorno … Farò proposte, ogni giorno una nuova, alcune saranno semplici – cose che si possono fare subito – e altre più complesse – che richiederanno confronto ed elaborazione. Arriveranno in ordine sparso: didattica, rapporto con il personale, ricerca, studenti. Proveremo a superare così il muro di gomma, a fendere la nebbia, a svegliare l’interesse per le cose nuove, nuove e possibili. Se le cose nuove non le propone l’università di Bologna, chi altri dovrebbe farlo?

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24 apr

2015

Il Decano dell'Ateneo in intesa con il Comitato Elettorale ha stabilito che i primi turni delle elezioni per il nuovo Rettore dell'Università di Bologna si terranno il 22 e il 23 giugno prossimo e il secondo turno di ballottaggio il 29 e 30 giugno. E' stato sciolto il nodo del numero di firme fissando un massimo di 250 sottoscrizioni con un minimo di 150 firme di cui almeno 100 di docenti, come da Statuto. Una bizzarria in meno. Bonificati i pozzi. Sono contento che sia stata recepito la richiesta istituzionale avanzata al Rettore e al Senato e trasferita, correttamente, alla commissione elettorale. Non ci sarà una gara impropria per accaparrarsi firme e si potrà serenamente a fare campagna elettorale aperta sui contenuti e sulle idee. Cambieremo insieme la nostra università.   Read >

22 apr

2015

Il problema di bonificare la prima fase della campagna elettorale propriamente detta – quella della deposizione delle candidature – tocca quindi alla commissione elettorale. Ottima cosa. La prospettiva di trasformare il fatto tecnico e di garanzia della raccolta delle 150 firme per la presentazione della candidatura in un mercato era inquietante. Vediamo se le cose vengono rimesse al loro posto.
Niente autoriduzione delle firme ma la richiesta motivata di ripristinare regole del gioco corrette.
In quanto a cercare di sapere chi ha firmato per gli altri. E perché mai dovrebbe interessarmi? E’ un pensiero velenoso che non faccio mio. Cosa si vuole insinuare? Forse che chi sosterrà la mia candidatura debba / possa temere qualche ritorsione? Di questo stiamo parlando ?

Se così fosse avrei solo una ragione ancora di più, ancora più forte, ancora più dentro per cambiare questa Università. Siamo l’Università di Bologna, siamo a Bologna, siamo nel 2015 ! Siamo una comunità che si ritiene matura e in grado di autogovernarsi. Siamo una comunità che si ritiene responsabile. Siamo una comunità che si dà delle regole – le rispetta e se sono sbagliate le cambia.

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18 apr

2015

Caro Rettore

Care Colleghe e cari Colleghi del Senato Accademico

Ritengo che il Senato Accademico debba appropriatamente intervenire sulle modalità di presentazione delle candidature a Rettore in particolare per quanto riguarda le “150 firme”. Da più parti è stato segnalato (per mio conto già in data 4 aprile) che la assenza di un limite superiore al numero di firme rischia di trasformare la deposizione di candidature in una “primaria surrettizia” al di là della logica statutaria che individua nel sistema del doppio turno con ballottaggio il modo di elezione del Rettore.

A mio avviso il Senato Accademico ha la possibilità, in occasione della seduta del 21 pv. di sgombrare il campo da questo pensiero inquinante adottando per la sottoscrizione delle 100 + 50 firme richieste per la candidatura a Rettore modalità analoghe a quelle adottate per la presentazione delle candidature per il Senato Accademico stesso.

Come sapete intendo presentare la mia candidatura e lo farò attenendomi alle regole decise dagli O.A. ma sollecito una riconsiderazione della modalità di presentazione delle candidature per allontanare sospetti e prevenire strumentalizzazioni.

Colgo anche l’occasione per segnalare l’urgenza di definire la data delle votazioni: fine giugno e inizio luglio è epoca già molto avanzata e molte scuole e convegni internazionali si svolgono in quelle settimane. I colleghi hanno necessità di organizzare la loro partecipazione.

Certo del fatto che queste richieste saranno prese in considerazione, colgo l’occasione per ringraziare tutti i colleghi senatori uscenti per il lavoro svolto per tutta la comunità accademica in questi anni.

Dario Braga

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Website del Prof. Dario Braga, Università degli Studi di Bologna

e-mail: dario.braga@unibo.it

cell. 335 1359448

 

 

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