Dario Braga

Area delle Scienze Mediche

Retorico affermare la centralità dell'area medica nella vita dell'università di Bologna. Non c'è dipartimento dove la salute o argomenti collegati al tema salute non siano studiati o facciano parte di un sistema di studio: dalle scienze sociali, alla storia, all'informatica, alle scienze naturali, alla giurisprudenza, alla economia, ecc. Chi afferma (e qualcuno c'è ancora) che la "medicina dovrebbe staccarsi dall'università e stare da sola" non ha capito cosa vuol dire università, né cosa fa grande la medicina di UniBo, non ultima la stretta connessione con la ricerca biomedica e con quella, appunto, di altri settori anche molto lontani.

La medicina ha caratteristiche proprie, ovviamente, e problemi specifici, molto specifici, derivanti dalla più basilare attività di trasferimento di conoscenze che può impegnare un docente o un ricercatore: quella della assistenza clinica e della cura dei pazienti.

Il capitolo Medicina del progetto UniBo 2015-2021 è quindi un capitolo ampio e articolato che andrà costruito attentamente, coscienti della complessa interazione tra pratica clinica, didattica, e ricerca e dell'ineludibile e complesso rapporto con il Sistema Sanitario Regionale e con il Ministero della Salute.

 

Abbiamo tempo, usiamolo.

 

Nel seguito riprendo tre segmenti:

a) la previsione di un prorettore alla medicina nella squadra di governo che verrà con delega ampia e con un legame strutturale non formale con le direzioni dei dipartimenti e con la scuola.

vedi lettera alle cariche istituzionali di area medica


b) l'intervento sulle scuole di specializzazione che richiedono un ruolo proattivo sul Governo e sul Parlamento perché vengano mantenute le prerogative dell'università nella formazione dei medici specialisti

vedi lettera ai dipartimenti medici

vedi aggiornamento sul tema delle scuole di specializzazione

c) i risultati del programma regione università che ha visto risorse consistenti affluire ai ricercatori medici dell'area UniBo e il varo di nuove iniziative (Med-EU e PhD@PRU)

da sviluppare e integrare con il materiale presentato il 18 dicembre 2014 in Aula Viola


Nel seguito il video di avvio dell'incontro sul programma Regione-Università che si è tenuto il 18/12 presso l'Aula Viola delSant'Orsola.

 Laa presentazione del Dr. Antonio Addis della Agenzia Regionale

La presentazione della Dr.ssa Munna di ARIC UniBo



Considerazioni generali sul rapporto tra ricerca, assistenza edidattica
 19/02/20144 Il sole 24 ore - Ricerca, Assistenza, Formazione nell'area medica


Nel settore sanitario Bologna vanta centri di ricerca importanti come il Policlinico Sant’Orsola, e gli IRCCS del Rizzoli e di neuroscienze al Bellaria. Nelle tre strutture operano, fianco a fianco, medici del servizio sanitario nazionale e medici dell’Università, condividendo non solo spazi e strutture ma anche le problematiche che interessano direttamente i pazienti. In queste situazioni ibride si confrontano le esigenze di istituzioni con missioni molto diverse: da un lato l’Università, che deve produrre e trasferire conoscenza in tutti i campi del sapere, e dall’altro il servizio sanitario che deve garantire servizi per la tutela, la cura ed il recupero della salute.

E’ chiaro che le due missioni sono solo parzialmente sovrapposte il che fa sorgere subito il problema di dove porre la ricerca medica, che porta risultati “domani” se non dopodomani, rispetto alla cura e recupero della salute del paziente, che è invece un problema dell’oggi alla cui soluzione i medici universitari sono chiamati a prestare la loro opera quotidianamente come gli ospedalieri. Questi stessi medici universitari hanno anche i compiti di formare studenti, specializzandi e dottorandi, cioè nuovi medici, e di procurarsi le risorse per finanziare la ricerca (da Regione, MIUR, Ministero della Salute, fonti private e fonti internazionali) come richiesto a tutti gli altri universitari. Compiti complessi come complesso è, conseguentemente, il rapporto con il SSR soprattutto in questa fase di diminuzione generalizzata delle risorse.

Il SSR finanzia direttamente la ricerca in campo medico mediante il Programma Regione-Università con un budget annuale di 10M€ che comprende anche il bando “Alessandro Liberati” per giovani ricercatori e il più recente programma "MED-EU" per supportare i ricercatori delle tre strutture e di UniBo nell’accesso a fondi europei. E’ una dimostrazione dell’impegno concreto della Regione nel sostegno della ricerca e della innovazione anche in campo sanitario. Tutto bene quindi?

Invero, le criticità non mancano. Vediamone alcune.

Intanto quella delle ricadute della ricerca. E' difficile che i risultati delle ricerche possano avere ricadute pratiche immediate sulla cura dei pazienti. Vana è quindi la pretesa di legare il finanziamento al ritorno applicativo diretto. A chi ricorda (giustamente) che i denari provengono dalla cura dei pazienti, va risposto che la ricerca è un investimento di lungo termine per quanto riguarda sia i risultati sia la formazione dei ricercatori/medici del futuro.

Diverso è il punto del “cosa” studiare. Le ricerche in campo clinico devono fare i conti non solo con la sostenibilità in termini di finanziamenti, strumentazioni e laboratori ma anche con le patologie e le esigenze terapeutiche dei pazienti che insistono sulle strutture sanitarie. Indispensabile sarebbe poter contare su infrastrutture di ricerca condivise tra ospedalieri e universitari dove fare "massa critica" e operare sia per l'innovazione sia per il servizio.

Terzo aspetto di rilievo, in questo contesto, è il rapporto tra medici universitari, che devono fare ricerca e docenza, e il Sistema Sanitario che riconosce il valore della ricerca perché la finanzia, ma chiede sostanzialmente assistenza. Non va dimenticato che l’operato del medico universitario viene valutato indipendentemente dal Sistema Sanitario per la parte assistenza e dall’Università per la parte insegnamento e ricerca. In un momento di tagli pesanti alla Sanità e di scarsità di risorse per l’Università da un lato, e di grandi cambiamenti a livello nazionale nel rapporto tra sanità pubblica e privata dall’altro, è facile che si creino ulteriori squilibri tra le esigenze di assistenza e quelle di insegnamento e di ricerca. E’ lì che la partita si fa complessa e va giocata con dialogo e mutua comprensione, ma anche con chiarezza di ruoli e presidio costante da parte dell’Università.

 

formazione attraverso l'assistenza, assistenza attraverso la ricerca, ricerca attraverso la formazione

 

Post Recenti

25 mag

2015

Mancano ormai poche settimane al voto per il Rettore. E’ un voto importante perché deciderà che strada prenderà l’Università di Bologna per i prossimi sei anni. Siamo davanti a un bivio: da un lato una università vecchia, feudale, opaca e iperburocratica e dall’altro una università dinamica, motore di cambiamento e di crescita. La scelta sta a noi.

Per favorire la circolazione delle idee e la discussione e il coinvolgimento di tutti – anche di quelli spaventati o scoraggiati – avvio oggi questa iniziativa “ingenua”: un’idea al giorno … Farò proposte, ogni giorno una nuova, alcune saranno semplici – cose che si possono fare subito – e altre più complesse – che richiederanno confronto ed elaborazione. Arriveranno in ordine sparso: didattica, rapporto con il personale, ricerca, studenti. Proveremo a superare così il muro di gomma, a fendere la nebbia, a svegliare l’interesse per le cose nuove, nuove e possibili. Se le cose nuove non le propone l’università di Bologna, chi altri dovrebbe farlo?

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24 apr

2015

Il Decano dell'Ateneo in intesa con il Comitato Elettorale ha stabilito che i primi turni delle elezioni per il nuovo Rettore dell'Università di Bologna si terranno il 22 e il 23 giugno prossimo e il secondo turno di ballottaggio il 29 e 30 giugno. E' stato sciolto il nodo del numero di firme fissando un massimo di 250 sottoscrizioni con un minimo di 150 firme di cui almeno 100 di docenti, come da Statuto. Una bizzarria in meno. Bonificati i pozzi. Sono contento che sia stata recepito la richiesta istituzionale avanzata al Rettore e al Senato e trasferita, correttamente, alla commissione elettorale. Non ci sarà una gara impropria per accaparrarsi firme e si potrà serenamente a fare campagna elettorale aperta sui contenuti e sulle idee. Cambieremo insieme la nostra università.   Read >

22 apr

2015

Il problema di bonificare la prima fase della campagna elettorale propriamente detta – quella della deposizione delle candidature – tocca quindi alla commissione elettorale. Ottima cosa. La prospettiva di trasformare il fatto tecnico e di garanzia della raccolta delle 150 firme per la presentazione della candidatura in un mercato era inquietante. Vediamo se le cose vengono rimesse al loro posto.
Niente autoriduzione delle firme ma la richiesta motivata di ripristinare regole del gioco corrette.
In quanto a cercare di sapere chi ha firmato per gli altri. E perché mai dovrebbe interessarmi? E’ un pensiero velenoso che non faccio mio. Cosa si vuole insinuare? Forse che chi sosterrà la mia candidatura debba / possa temere qualche ritorsione? Di questo stiamo parlando ?

Se così fosse avrei solo una ragione ancora di più, ancora più forte, ancora più dentro per cambiare questa Università. Siamo l’Università di Bologna, siamo a Bologna, siamo nel 2015 ! Siamo una comunità che si ritiene matura e in grado di autogovernarsi. Siamo una comunità che si ritiene responsabile. Siamo una comunità che si dà delle regole – le rispetta e se sono sbagliate le cambia.

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18 apr

2015

Caro Rettore

Care Colleghe e cari Colleghi del Senato Accademico

Ritengo che il Senato Accademico debba appropriatamente intervenire sulle modalità di presentazione delle candidature a Rettore in particolare per quanto riguarda le “150 firme”. Da più parti è stato segnalato (per mio conto già in data 4 aprile) che la assenza di un limite superiore al numero di firme rischia di trasformare la deposizione di candidature in una “primaria surrettizia” al di là della logica statutaria che individua nel sistema del doppio turno con ballottaggio il modo di elezione del Rettore.

A mio avviso il Senato Accademico ha la possibilità, in occasione della seduta del 21 pv. di sgombrare il campo da questo pensiero inquinante adottando per la sottoscrizione delle 100 + 50 firme richieste per la candidatura a Rettore modalità analoghe a quelle adottate per la presentazione delle candidature per il Senato Accademico stesso.

Come sapete intendo presentare la mia candidatura e lo farò attenendomi alle regole decise dagli O.A. ma sollecito una riconsiderazione della modalità di presentazione delle candidature per allontanare sospetti e prevenire strumentalizzazioni.

Colgo anche l’occasione per segnalare l’urgenza di definire la data delle votazioni: fine giugno e inizio luglio è epoca già molto avanzata e molte scuole e convegni internazionali si svolgono in quelle settimane. I colleghi hanno necessità di organizzare la loro partecipazione.

Certo del fatto che queste richieste saranno prese in considerazione, colgo l’occasione per ringraziare tutti i colleghi senatori uscenti per il lavoro svolto per tutta la comunità accademica in questi anni.

Dario Braga

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Website del Prof. Dario Braga, Università degli Studi di Bologna

e-mail: dario.braga@unibo.it

cell. 335 1359448

 

 

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