Dario Braga

Non siamo stati a guardare e abbiamo usato il tempo e le opportunità per costruire e riformare. Un consuntivo.

Da dentro il fortino della ricerca.

Nel seguito in poche righe sei anni di impegno per difendere la capacità di fare ricerca dei UniBo. In un contesto di massiccia riduzione delle risorse ministeriali e di grande crisi economica, il mantenimento di livelli costanti di finanziamento alla ricerca è stato un risultato tutt'altro che scontato. E' stato necessario un presidio costante per rendere "incomprimibili" i finanziamenti alla ricerca di base e per mantenere la capacità progettuale di UniBo in particolare per quanto riguarda il settimo programma quadro e H2020.


Ecco un quadro sommario, compatto. Le singole voci sono espanse in altre pagine.

Dal 2010 al 2015 abbiamo erogato ca 1000 borse di studio di dottorato dal bilancio dell’ateneo. Ne ho chieste ovunque, ne ho ottenute da TELECOM (9), da SPINNER (15), dalla sanità regionale (5). Abbiamo portato i PhD in Municipio, e poi in piazza e poi alla prima cerimonia dottorale di UniBo [sono contento che si ripeta].

Abbiamo erogato assegni di ricerca e assegnato RFO in modo costante ai dipartimenti. Il FARB è stato un successo, con alcuni errori da correggere. Non mi è stato consentito ripetere i bandi[ma lo faremo].


Ho ereditato progetti POR-FESR (finanziamenti regionali) e li ho fatti funzionare insieme ai CIRI, oltre 400 assegnisti, 22 milioni di finanziamenti. I CIRI di UniBo hanno chiuso i conti perfettamente in ordine e sono pronti ai nuovi bandi che arriveranno a breve. Abbiamo anche intercettato fondi CIPE confluiti nei CIRI. I tecnopoli di Ravenna, Faenza, Cesena e Forlì sono partiti.
Abbiamo procurato assegni di ricerca per il terremoto.

Abbiamo operato per la creazione d’impresa, sono partiti nuovi spinoff e molti altri sono stati regolarizzati. UniBo è uscita da molte situazione "dimenticate". Abbiamo portato UniBo a R2B, borsa della ricerca, SPINNER, Scienza in Piazza, Notte della Ricerca.
Abbiamo ideato “di Piazza in Piazza” per EXPO.


Sono nati gli IRT Alma Low Carbon (sostenibilità e transizione), Alma_Seq (sequenziamento genomico), Alma Aereo&Space (aereo spaziale), Alma Gender (gender studies). Alma Food è stato riconfigurato e rilanciato. ARIC EURO ha mantenuto il livello raggiunto e lo ha espanso. Abbiamo molti progetti coordinati e partecipati in H2020. Il Bilancio di FP7 ci vede al top.

In cima alle classifiche anche per la valutazione VQR nazionale  e per i ranking internazionali. Ho operato a stretto contatto con i Prorettori dei grandi atenei per imporre cambiamenti ad ANVUR sulla VQR, sulla SUA e sulla valutazione dei dottorati. Ho chiuso l’OR e varato la VRA, la “valutazione dal volto umano” legata alle caratteristiche delle aree e dei dipartimenti.

Per l’area sanitaria: i programmi “giovani ricercatori”, e MedEu – la task force per la progettazione europea (mia proposta, finanziamento regionale).

Nelle scienze umane e sociali abbiamo lanciato European Perspectives (EuPer) per l’avvicinamento alla progettazione europea. UniBo ha partecipato ai bandi clusters e smart cities entrando.

Ho operato con le associazioni e i sindacati per modificare l’assetto del precariato universitario (la proroga a sei anni degli assegni)

Si poteva fare di più? si può sempre fare di più.
Siamo in campagna elettorale, è giusto che gli altri candidati cerchino spunti per criticare. Ma i fatti sono fatti e i numeri sono numeri. Grazie al Cielo.

 

1. Procurarsi risorse. Per tutti. Difendere quelle che abbiamo.

I finanziamenti alla ricerca fondamentale, applicata e clinica. I bandi nazionali cluster e smart city. La presenza UniBo in FP7, le KIC e l’avvicinamento a H2020. Il RFO e le borse di studio...

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2. Far conoscere la ricerca scientifica di UniBo per apprezzarne la importanza sociale.

Le iniziative di interazione con la società civile: le ricerche dei dottorandi a Palazzo D’Accursio, la Scienza in piazza, la notte dei ricercatori e le iniziative per EXPO2015...

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3. Le reti intrauniversità per connettere ricercatori e studiosi e per costruire la nostra presenza in Europa.

Reti IRT di studiosi e scienziati su “food”, beni culturali, economia sociale, sequenziamento genomico, sostenibilità energetica, Brasile, e su studi di genere e aereo-spazio...

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4. La rete dell’alta tecnologia e i centri interdipartimentali di ricerca industriale.

La convenzione con la Regione e il programma POR-FESR e CIPE e la ricerca applicata in Romagna. 22M€ di finanziamenti e oltre trecento assegni di ricerca. Una innovazione che sta portando risultati...

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5. Sostegno e incentivazione della autoimprenditorialità.

Aiutare la creazione di posti di lavoro nella ricerca, le spinoff, l’incubatore e le azioni formative ad hoc...

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6. Finanziamenti alla ricerca di base, il FARB.

Il finanziamento alla ricerca di base è parte della missione dell’università. Il FARB (2M€) è stato un buon esperimento da trasformare in prassi (mutatis mutandis). Il riconoscimento delle differenze...

 

7. La valorizzazione del dottorato di ricerca: borse finanziate dall’esterno, visibilità, impatto.

Il dottorato di UniBo: imparare la ricerca facendola. Più di 300 borse ogni anno, più di 200 dal bilancio dell’ateneo.  Dottorati in ogni dipartimento...

 

8. La riforma del budget della ricerca per dare maggiore capacità di gestione delle risorse ai dipartimenti.

Il budget dipartimentale della ricerca comprende ora assegni (ca. 6M€), dottorati (ca. 11M€), e finanziamenti alla ricerca fondamentale RFO (ca. 6M€). Cifre da difendere e possibilmente aumentare...

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9. L'impegno per il precariato.

Assegni di ricerca, ricercatori junior e senior e tutela del lavoro a contratto. Tutela della maternità e regolamentazione della attività didattica...

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10. Il sostegno alla ricerca in ambito sanitario: una presenza attiva nel programma regione-università.

I bandi “giovani ricercatori”, i finanziamenti ai grandi progetti e quelli ai dottorati di ricerca e alla task force Med-Eu, oltre 11M€ dalla Regione alla ricerca in ambito sanitario...

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11. Il nuovo sistema di valutazione della ricerca di Ateneo.

Riconoscimento delle differenze tra discipline (e nuove aree psicologia, informatica e architettura). Il superamento dell’OR. La VRA per definire obiettivi da raggiungere coerenti con la valutazione nazionale...

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12. Trattare con MIUR, ANVUR e CRUI. Farsi ascoltare e rispettare.

L’ANVUR e il MIUR e l’Ateneo richiedono continui adeguamenti regolamentari e informazioni. Nell’area della ricerca si usa il criterio della minimizzazione dell’impatto sui ricercatori...

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E’ stato possibile raggiungere risultati positivi, (nonostante la riduzione dei finanziamenti e la legge Gelmini) grazie a uno stretto rapporto di collaborazione, di proposta, e alla condivisione degli obiettivi con tutto il personale dell’area della ricerca e delle relazioni internazionali e con il personale di altre aree variamente coinvolte su valutazione e bilancio, personale, sistemi informativi, e con il personale dei Dipartimenti per la gestione dei finanziamenti.

   La ricerca e lo studio sono le sole risposte possibili ai bisogni crescenti di un mondo con risorse calanti.

 

 

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25 mag

2015

Mancano ormai poche settimane al voto per il Rettore. E’ un voto importante perché deciderà che strada prenderà l’Università di Bologna per i prossimi sei anni. Siamo davanti a un bivio: da un lato una università vecchia, feudale, opaca e iperburocratica e dall’altro una università dinamica, motore di cambiamento e di crescita. La scelta sta a noi.

Per favorire la circolazione delle idee e la discussione e il coinvolgimento di tutti – anche di quelli spaventati o scoraggiati – avvio oggi questa iniziativa “ingenua”: un’idea al giorno … Farò proposte, ogni giorno una nuova, alcune saranno semplici – cose che si possono fare subito – e altre più complesse – che richiederanno confronto ed elaborazione. Arriveranno in ordine sparso: didattica, rapporto con il personale, ricerca, studenti. Proveremo a superare così il muro di gomma, a fendere la nebbia, a svegliare l’interesse per le cose nuove, nuove e possibili. Se le cose nuove non le propone l’università di Bologna, chi altri dovrebbe farlo?

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24 apr

2015

Il Decano dell'Ateneo in intesa con il Comitato Elettorale ha stabilito che i primi turni delle elezioni per il nuovo Rettore dell'Università di Bologna si terranno il 22 e il 23 giugno prossimo e il secondo turno di ballottaggio il 29 e 30 giugno. E' stato sciolto il nodo del numero di firme fissando un massimo di 250 sottoscrizioni con un minimo di 150 firme di cui almeno 100 di docenti, come da Statuto. Una bizzarria in meno. Bonificati i pozzi. Sono contento che sia stata recepito la richiesta istituzionale avanzata al Rettore e al Senato e trasferita, correttamente, alla commissione elettorale. Non ci sarà una gara impropria per accaparrarsi firme e si potrà serenamente a fare campagna elettorale aperta sui contenuti e sulle idee. Cambieremo insieme la nostra università.   Read >

22 apr

2015

Il problema di bonificare la prima fase della campagna elettorale propriamente detta – quella della deposizione delle candidature – tocca quindi alla commissione elettorale. Ottima cosa. La prospettiva di trasformare il fatto tecnico e di garanzia della raccolta delle 150 firme per la presentazione della candidatura in un mercato era inquietante. Vediamo se le cose vengono rimesse al loro posto.
Niente autoriduzione delle firme ma la richiesta motivata di ripristinare regole del gioco corrette.
In quanto a cercare di sapere chi ha firmato per gli altri. E perché mai dovrebbe interessarmi? E’ un pensiero velenoso che non faccio mio. Cosa si vuole insinuare? Forse che chi sosterrà la mia candidatura debba / possa temere qualche ritorsione? Di questo stiamo parlando ?

Se così fosse avrei solo una ragione ancora di più, ancora più forte, ancora più dentro per cambiare questa Università. Siamo l’Università di Bologna, siamo a Bologna, siamo nel 2015 ! Siamo una comunità che si ritiene matura e in grado di autogovernarsi. Siamo una comunità che si ritiene responsabile. Siamo una comunità che si dà delle regole – le rispetta e se sono sbagliate le cambia.

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18 apr

2015

Caro Rettore

Care Colleghe e cari Colleghi del Senato Accademico

Ritengo che il Senato Accademico debba appropriatamente intervenire sulle modalità di presentazione delle candidature a Rettore in particolare per quanto riguarda le “150 firme”. Da più parti è stato segnalato (per mio conto già in data 4 aprile) che la assenza di un limite superiore al numero di firme rischia di trasformare la deposizione di candidature in una “primaria surrettizia” al di là della logica statutaria che individua nel sistema del doppio turno con ballottaggio il modo di elezione del Rettore.

A mio avviso il Senato Accademico ha la possibilità, in occasione della seduta del 21 pv. di sgombrare il campo da questo pensiero inquinante adottando per la sottoscrizione delle 100 + 50 firme richieste per la candidatura a Rettore modalità analoghe a quelle adottate per la presentazione delle candidature per il Senato Accademico stesso.

Come sapete intendo presentare la mia candidatura e lo farò attenendomi alle regole decise dagli O.A. ma sollecito una riconsiderazione della modalità di presentazione delle candidature per allontanare sospetti e prevenire strumentalizzazioni.

Colgo anche l’occasione per segnalare l’urgenza di definire la data delle votazioni: fine giugno e inizio luglio è epoca già molto avanzata e molte scuole e convegni internazionali si svolgono in quelle settimane. I colleghi hanno necessità di organizzare la loro partecipazione.

Certo del fatto che queste richieste saranno prese in considerazione, colgo l’occasione per ringraziare tutti i colleghi senatori uscenti per il lavoro svolto per tutta la comunità accademica in questi anni.

Dario Braga

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Website del Prof. Dario Braga, Università degli Studi di Bologna

e-mail: dario.braga@unibo.it

cell. 335 1359448

 

 

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